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Quanto costa ristrutturare casa nel 2026? Prezzi al mq ed esempi di preventivo

Capire quanto costa ristrutturare casa nel 2026 è uno dei primi passaggi da affrontare prima ancora di scegliere pavimenti, sanitari o nuovi mobili. Stabilire un budget realistico permette infatti di capire quali interventi possono essere realizzati immediatamente, quali possono essere rimandati e, soprattutto, evita di iniziare un cantiere con una disponibilità economica insufficiente per portarlo a termine.

Dare un prezzo preciso senza conoscere l’immobile è però praticamente impossibile. Due appartamenti della stessa metratura possono richiedere investimenti completamente diversi: un’abitazione relativamente recente nella quale occorre soltanto rinnovare pavimenti, pareti e bagno presenta costi molto diversi rispetto a una casa degli anni Sessanta o Settanta nella quale bisogna rifare impianto elettrico, tubazioni, massetti, infissi, cucina e distribuzione interna.

Nel 2026, prendendo come riferimento i prezzi pubblicati da diversi operatori del settore, una ristrutturazione può partire indicativamente da 300-600 euro al metro quadrato per interventi leggeri, arrivare a 600-1.000 euro al metro quadrato per lavori di media entità e superare 1.000-1.500 euro al metro quadrato quando si parla di una ristrutturazione completa. Si tratta naturalmente di valori orientativi: città, condizioni dell’immobile, qualità delle finiture e complessità del cantiere possono modificare considerevolmente il preventivo finale.

Vediamo quindi quanto può costare concretamente ristrutturare una casa di 50, 70, 80, 100, 120 o 150 metri quadrati, quali sono le lavorazioni che incidono maggiormente e come costruire un budget realistico evitando le sorprese più comuni.

Quanto costa ristrutturare casa al mq nel 2026?

Utilizzare il prezzo al metro quadrato è utile per ottenere una prima stima, ma non deve essere interpretato come un vero preventivo.

Possiamo utilizzare queste fasce indicative:

Tipo di ristrutturazione Prezzo indicativo 2026
Rinnovamento leggero 300-600 €/m²
Ristrutturazione media 600-1.000 €/m²
Ristrutturazione completa 1.000-1.500 €/m²
Ristrutturazione di pregio oltre 1.500 €/m²

Una ristrutturazione leggera può comprendere tinteggiatura, sostituzione o sovrapposizione dei pavimenti, piccole opere murarie e rinnovo di alcune finiture, mantenendo sostanzialmente gli impianti esistenti.

Salendo verso la fascia intermedia iniziano invece a entrare nel preventivo interventi come rifacimento del bagno, modifiche alla cucina, nuovi pavimenti, opere murarie e interventi parziali sugli impianti.

Una ristrutturazione completa comporta generalmente una trasformazione molto più profonda dell’immobile: demolizioni, nuova distribuzione degli spazi, rifacimento degli impianti elettrico e idraulico, nuovi bagni, pavimenti, rivestimenti, porte, tinteggiatura e spesso sostituzione degli infissi.

Le rilevazioni pubblicate nel 2026 da diversi operatori del settore mostrano infatti una forbice nazionale molto ampia. Alcune stime collocano il costo complessivo indicativamente tra 300 e 1.500 €/m², mentre per una ristrutturazione completa la fascia maggiormente ricorrente si concentra approssimativamente tra 800 e 1.200/1.500 €/m².

Perché il prezzo al metro quadro può ingannare

Immaginiamo due appartamenti di 80 metri quadrati.

Nel primo bisogna tinteggiare le pareti, cambiare pavimento e rinnovare un piccolo bagno.

Nel secondo devono essere demoliti diversi tramezzi, rifatti completamente impianto elettrico e idraulico, realizzati due bagni, sostituiti gli infissi e installato un nuovo sistema di climatizzazione.

La superficie è identica.

Il costo no.

Il prezzo al metro quadrato dovrebbe quindi essere utilizzato soprattutto nella fase preliminare, per capire l’ordine di grandezza dell’investimento. Quando il progetto inizia a essere definito, deve essere sostituito da un preventivo dettagliato o, ancora meglio, da un computo metrico estimativo.

Quanto costa ristrutturare una casa di 50 mq?

Un piccolo appartamento non costa necessariamente poco da ristrutturare.

Bagno, cucina, quadro elettrico, caldaia e numerose altre lavorazioni hanno infatti costi che non diminuiscono proporzionalmente con la superficie.

Per un appartamento di circa 50 m² possiamo ipotizzare:

Livello di intervento Budget indicativo
Ristrutturazione leggera 15.000-30.000 €
Ristrutturazione media 30.000-50.000 €
Ristrutturazione completa 50.000-75.000 €+

Un bilocale di 50 metri quadrati con impianti relativamente recenti potrebbe quindi essere rinnovato con una cifra contenuta, mentre rifare completamente un piccolo appartamento datato può tranquillamente richiedere 50.000 euro o più.

È uno dei motivi per cui nei piccoli immobili il costo al metro quadrato può risultare relativamente elevato.

Quanto costa ristrutturare una casa di 70 mq?

Per una superficie di circa 70 m², applicando le fasce indicative viste in precedenza, possiamo ottenere questo ordine di grandezza:

Intervento Costo indicativo
Leggero 21.000-42.000 €
Medio 42.000-70.000 €
Completo 70.000-105.000 €+

Naturalmente non significa che qualsiasi ristrutturazione di 70 metri quadrati costi almeno 70.000 euro.

Se gli impianti vengono mantenuti e gli interventi riguardano principalmente pavimenti, tinteggiatura, porte e finiture, il budget può essere notevolmente inferiore.

Al contrario, spostare cucina e bagno, modificare numerose pareti e sostituire completamente impianti e infissi può portare facilmente verso la parte alta della forbice.

Quanto costa ristrutturare una casa di 80 mq?

Gli appartamenti tra 70 e 90 metri quadrati sono estremamente diffusi e rappresentano una delle tipologie sulle quali vengono richiesti più frequentemente preventivi di ristrutturazione.

Per 80 m² possiamo orientativamente considerare:

Tipologia Stima
Intervento leggero 24.000-48.000 €
Intervento medio 48.000-80.000 €
Intervento completo 80.000-120.000 €+

Un esempio di ristrutturazione significativa potrebbe comprendere un bagno completamente nuovo, rifacimento dell’impianto elettrico, interventi idraulici, pavimenti, tinteggiatura e alcune modifiche alla distribuzione.

Se invece vengono aggiunti nuovi infissi, secondo bagno, climatizzazione, porte interne e finiture di fascia medio-alta, il totale può crescere rapidamente.

Quanto costa ristrutturare casa nel 2026? Prezzi al mq ed esempi di preventivo

Quanto costa ristrutturare una casa di 100 mq?

La casa di 100 metri quadrati rappresenta probabilmente l’esempio più semplice per comprendere il rapporto tra costo al metro quadrato e budget complessivo.

Applicando le nostre fasce:

Ristrutturazione Stima per 100 m²
Leggera 30.000-60.000 €
Media 60.000-100.000 €
Completa 100.000-150.000 €+

Anche fonti di settore aggiornate al 2026 collocano una ristrutturazione di 100 metri quadrati all’interno di una forbice molto ampia, che può partire da circa 40.000 euro e raggiungere o superare 120.000 euro, in funzione del tipo di intervento.

L’aspetto fondamentale è capire cosa viene effettivamente compreso.

Un preventivo di 60.000 euro senza infissi, cucina, porte e climatizzazione non può essere confrontato direttamente con un preventivo di 90.000 euro che comprende praticamente tutto.

Prima di dire che un’impresa è più costosa dell’altra bisogna quindi controllare voce per voce.

Quanto costa ristrutturare una casa di 120 mq?

Per una casa di 120 metri quadrati possiamo ottenere:

Livello Costo indicativo
Rinnovamento leggero 36.000-72.000 €
Ristrutturazione media 72.000-120.000 €
Ristrutturazione completa 120.000-180.000 €+

Aumentando la superficie, alcuni costi fissi vengono distribuiti su più metri quadrati.

Questo significa che una casa di 120 m² non necessariamente costerà il doppio rispetto a una di 60 m².

Dipende soprattutto dalla quantità di bagni, dalla presenza di più impianti, dal numero degli infissi e dalla complessità delle modifiche interne.

Quanto costa ristrutturare una casa di 150 mq?

Per 150 metri quadrati entriamo generalmente in interventi economicamente importanti:

Tipo di intervento Stima
Leggero 45.000-90.000 €
Medio 90.000-150.000 €
Completo 150.000-225.000 €+

In case di queste dimensioni diventa ancora più importante suddividere il progetto in categorie.

È possibile, per esempio, mantenere alcuni pavimenti originali, restaurare porte esistenti o intervenire soltanto su determinate parti degli impianti, riducendo significativamente il budget senza compromettere il risultato finale.

Esempio di preventivo per una casa di 80 mq

Per comprendere meglio dove finiscono i soldi, immaginiamo un appartamento di circa 80 m² nel quale vogliamo effettuare una ristrutturazione abbastanza importante.

Un possibile schema puramente indicativo potrebbe essere:

Lavorazione Costo indicativo
Demolizioni e smaltimenti 3.000-7.000 €
Opere murarie 4.000-9.000 €
Impianto elettrico 3.500-6.000 €
Impianto idraulico 4.000-8.000 €
Ristrutturazione bagno 7.000-15.000 €
Pavimenti e posa 4.000-10.000 €
Porte interne 2.000-5.000 €
Tinteggiatura 2.500-5.000 €
Infissi 6.000-15.000 €
Spese tecniche variabili
Imprevisti circa 10-15%

Sono valori indicativi e alcune voci possono sovrapporsi tra loro. Nel preventivo del bagno, per esempio, potrebbero essere già comprese determinate opere idrauliche e murarie.

Proprio per questo bisogna evitare di sommare automaticamente listini trovati online.

Quanto costa rifare l’impianto elettrico?

Il rifacimento dell’impianto elettrico è una delle lavorazioni più comuni nelle ristrutturazioni di immobili datati.

Il prezzo dipende principalmente dal numero dei punti luce e presa, dalla superficie, dalla configurazione dell’abitazione, dal quadro elettrico e dalle eventuali predisposizioni aggiuntive.

Per un appartamento medio, diverse stime di mercato del 2026 collocano un intervento completo nell’ordine di alcune migliaia di euro, frequentemente intorno a 3.500-6.000 euro per immobili di dimensioni medio-piccole, ma impianti complessi possono costare sensibilmente di più.

Domotica, tapparelle elettriche, sistemi di sicurezza, rete dati, climatizzazione e numerosi circuiti dedicati possono aumentare rapidamente il numero dei punti necessari.

Per questo abbiamo previsto un approfondimento specifico nel nostro cluster dedicato a quanto costa rifare l’impianto elettrico nel 2026.

Quanto costa rifare l’impianto idraulico?

Anche l’idraulica rappresenta una delle voci più importanti.

Il costo dipende dalla quantità di punti acqua, dal numero dei bagni, dalla posizione della cucina e soprattutto dalla necessità di spostare gli scarichi.

Mantenere bagno e cucina nelle posizioni originarie generalmente aiuta a contenere la spesa.

Spostare un bagno dall’altra parte dell’appartamento può invece rendere necessario verificare pendenze, scarichi e sottofondi, aumentando notevolmente la complessità.

Anche in questo caso le cifre possono variare da poche migliaia a importi significativamente superiori.

Quanto costa ristrutturare il bagno?

Il bagno è probabilmente l’ambiente che presenta il maggiore costo per metro quadrato.

Anche un bagno di appena 5 m² richiede infatti demolizione, smaltimento, impianto idraulico, scarichi, impermeabilizzazione, pavimenti, rivestimenti, sanitari, rubinetteria e diverse ore di manodopera specializzata.

Nel 2026 una ristrutturazione completa del bagno può orientativamente partire da circa 6.000-8.000 euro per soluzioni semplici e raggiungere 15.000 euro o più con materiali, sanitari e lavorazioni di fascia superiore.

Le dimensioni incidono, ma non quanto si potrebbe pensare.

Passare da un bagno di 5 m² a uno di 7 m² non significa necessariamente aumentare il costo del 40%, perché molte lavorazioni rimangono praticamente identiche.

Quanto costa rifare i pavimenti?

Qui la forbice diventa molto ampia perché bisogna distinguere fra:

costo del materiale + rimozione eventuale del vecchio pavimento + preparazione del supporto + posa + battiscopa.

Un gres economico e un parquet di fascia alta possono avere prezzi completamente differenti.

Per pavimento e posa si può partire da qualche decina di euro al metro quadrato, mentre materiali pregiati possono portare il costo molto oltre 100 €/m².

Prima di demolire il pavimento esistente è però opportuno verificare se sia tecnicamente possibile sovrapporre quello nuovo.

Quando le condizioni lo permettono, questa soluzione può ridurre tempi, demolizioni, smaltimento delle macerie e quindi parte del costo complessivo.

Quanto costano gli infissi?

Gli infissi rappresentano un’altra voce capace di modificare sensibilmente il preventivo.

Il prezzo dipende da:

  • materiale;
  • dimensioni;
  • numero delle aperture;
  • tipologia di vetro;
  • prestazioni termiche;
  • prestazioni acustiche;
  • modalità di apertura;
  • colore e finitura;
  • eventuali tapparelle o persiane;
  • difficoltà di installazione.

Sostituire cinque finestre e una portafinestra può facilmente richiedere diverse migliaia di euro, con differenze importanti tra PVC, legno e alluminio.

Sul sito è già presente un approfondimento sulla scelta tra infissi in PVC, legno o alluminio, che dovrà essere collegato a questo articolo.

Quanto incidono demolizioni e macerie?

È una voce spesso dimenticata.

Demolire non significa soltanto abbattere.

Bisogna considerare protezioni, manodopera, raccolta, movimentazione dei materiali, eventuale discesa delle macerie dai piani superiori, trasporto e conferimento.

Un appartamento senza ascensore al quarto piano di un centro storico può avere costi logistici completamente diversi rispetto a una villetta facilmente accessibile da un mezzo.

Anche questo contribuisce a spiegare perché due preventivi per lavori apparentemente simili possano essere molto differenti.

Le città italiane costano tutte allo stesso modo?

No.

Manodopera, logistica e caratteristiche del patrimonio edilizio cambiano notevolmente.

Le stime disponibili per il 2026 indicano, per esempio, valori generalmente più elevati nelle principali città del Centro-Nord. Milano viene spesso collocata nella fascia più costosa, mentre Roma, Firenze, Bologna e Torino presentano comunque valori importanti; Napoli tende invece ad avere costi medi della manodopera più contenuti, anche se edifici storici e cantieri complessi possono modificare completamente la situazione.

Non bisogna però trasformare queste differenze in regole assolute.

Un cantiere estremamente semplice a Milano potrebbe costare meno di una ristrutturazione complessa in un centro storico del Sud.

La singola abitazione rimane sempre più importante della media cittadina.

Quanto costa il tecnico?

Quando la ristrutturazione richiede progettazione, pratiche edilizie, direzione lavori o altri adempimenti, bisogna aggiungere anche le spese professionali.

Geometra, architetto o ingegnere possono occuparsi, a seconda delle necessità, di:

  • rilievo;
  • progetto;
  • pratiche edilizie;
  • computo metrico;
  • direzione lavori;
  • coordinamento della sicurezza;
  • variazioni catastali;
  • ulteriori adempimenti.

È quindi sbagliato calcolare soltanto il preventivo dell’impresa pensando che rappresenti automaticamente il costo totale dell’operazione.

Ristrutturazione chiavi in mano: conviene?

Con una ristrutturazione chiavi in mano, un unico interlocutore gestisce buona parte del progetto e coordina le diverse lavorazioni.

Può rappresentare una soluzione particolarmente comoda per chi non ha esperienza nella gestione di un cantiere.

Il vantaggio principale è il coordinamento.

Muratore, elettricista, idraulico, piastrellista e altri professionisti devono infatti intervenire secondo una sequenza precisa.

Il rischio è invece ricevere un preventivo eccessivamente sintetico.

La dicitura “ristrutturazione completa chiavi in mano: 80.000 euro” non è sufficiente.

Bisogna chiedere esattamente cosa comprende e cosa esclude.

I materiali sono compresi nel preventivo?

Dipende.

Ed è una delle prime domande da fare all’impresa.

Alcuni preventivi comprendono determinati materiali di base ma non pavimenti, sanitari, rubinetteria, porte e altre finiture.

Altri prevedono un capitolato con un prezzo massimo per ogni prodotto.

Per esempio:

pavimento compreso fino a 30 €/m².

Se scegliamo un prodotto da 60 €/m², dovremo sostenere la differenza.

Questa formula non è necessariamente negativa, ma bisogna conoscerla prima di firmare.

Attenzione al prezzo “a partire da”

Una ristrutturazione pubblicizzata a 399 €/m² può sembrare estremamente conveniente.

Bisogna però capire cosa comprende.

Potrebbero essere esclusi:

infissi, porte, sanitari, materiali, spese tecniche, climatizzazione, cucina, smaltimenti particolari e numerosi altri elementi.

Il prezzo pubblicitario può quindi essere utilizzato per una prima valutazione, ma il confronto deve essere sempre effettuato sulla stessa quantità e qualità di lavori.

Esempio: ristrutturare casa con 30.000 euro

Con 30.000 euro è possibile realizzare interventi importanti se la casa non necessita di una ristrutturazione completa.

Per esempio si potrebbe concentrare il budget su:

  • rinnovamento del bagno;
  • nuovi pavimenti;
  • tinteggiatura;
  • alcune porte;
  • interventi elettrici localizzati.

Su un piccolo appartamento e in condizioni favorevoli potrebbe essere possibile fare qualcosa in più.

Difficilmente, invece, 30.000 euro saranno sufficienti per rifare integralmente un appartamento di 100 m² comprendendo impianti, infissi, bagno, pavimenti e distribuzione interna.

Esempio: ristrutturare casa con 50.000 euro

Con un budget di 50.000 euro aumenta notevolmente il margine operativo.

In un appartamento di dimensioni medio-piccole si potrebbe prendere in considerazione una ristrutturazione significativa, soprattutto mantenendo alcune strutture e impianti esistenti.

Bisogna comunque stabilire le priorità.

Se 15.000 euro vengono destinati agli infissi e 12.000 euro al bagno, rimangono 23.000 euro per tutto il resto.

La matematica del cantiere diventa quindi rapidamente evidente.

Esempio: ristrutturare casa con 100.000 euro

Con 100.000 euro è possibile affrontare una ristrutturazione completa di numerosi appartamenti di dimensione media, ma nemmeno questa cifra è illimitata.

Due bagni, serramenti di fascia alta, parquet, climatizzazione canalizzata, cucina su misura e importanti modifiche distributive possono assorbire rapidamente il budget.

La disponibilità economica deve quindi essere sempre tradotta in un progetto e in un capitolato.

Non dimenticare il 10-15% per gli imprevisti

Se disponiamo di 80.000 euro, non sarebbe prudente progettare lavori per esattamente 80.000 euro.

Una strategia molto più sicura può essere destinare circa 68.000-72.000 euro alle lavorazioni previste e mantenere il resto come margine.

Nelle ristrutturazioni di immobili datati possono emergere problemi soltanto dopo la demolizione: tubazioni deteriorate, sottofondi instabili, infiltrazioni, impianti non recuperabili o pareti in condizioni diverse da quanto previsto.

Una riserva di circa 10-15% rappresenta quindi una buona precauzione, pur non essendo una regola universale.

Come confrontare correttamente tre preventivi

La classica raccomandazione di richiedere almeno tre preventivi è utile soltanto se i tre documenti sono confrontabili.

Immaginiamo:

Impresa A: 65.000 €

Impresa B: 72.000 €

Impresa C: 80.000 €

A prima vista sembrerebbe ovvio scegliere A.

Ma scopriamo che:

A non comprende smaltimenti, sanitari e tinteggiatura.

B comprende quasi tutto.

C utilizza materiali superiori e comprende anche porte e climatizzazione.

A quel punto il confronto cambia completamente.

La soluzione migliore è fornire alle imprese lo stesso computo metrico o capitolato, così tutte devono quotare esattamente le stesse opere.

Bonus ristrutturazione 2026: quanto si può recuperare?

Il costo della ristrutturazione deve essere valutato anche considerando le eventuali detrazioni fiscali disponibili.

Per le spese agevolabili sostenute nel 2026, la disciplina mantiene una detrazione del 50% per proprietari o titolari di un diritto reale che effettuano gli interventi sull’unità utilizzata come abitazione principale e del 36% negli altri casi previsti, con il limite di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare per gli interventi cui si applica questa disciplina.

La detrazione non equivale però a uno sconto immediato del 50% sul preventivo.

Si tratta di un beneficio fiscale sottoposto a requisiti e modalità previste dalla normativa.

Prima di impostare il budget contando sull’incentivo è quindi opportuno verificare che intervento, immobile, soggetto che sostiene la spesa e modalità di pagamento rispettino effettivamente le condizioni richieste.

Come risparmiare sulla ristrutturazione senza fare lavori scadenti

Risparmiare non significa necessariamente scegliere i prodotti più economici.

Il risparmio più importante nasce spesso dalla progettazione.

Evitare di spostare bagno e cucina quando non necessario può ridurre le modifiche agli impianti.

Mantenere un pavimento in buone condizioni oppure sovrapporne uno nuovo quando tecnicamente possibile può evitare demolizioni.

Restaurare porte di buona qualità invece di sostituirle può avere senso.

Confrontare più fornitori permette inoltre di individuare prodotti simili a prezzi differenti.

Bisogna invece prestare molta attenzione al risparmio su impermeabilizzazioni, impianti, sicurezza e lavori destinati a restare nascosti per decenni.

Quali lavori fare per primi se il budget non basta?

Quando non è possibile ristrutturare tutto contemporaneamente, conviene stabilire una gerarchia.

Generalmente vengono prima:

problemi strutturali e infiltrazioni → impianti → bagno e cucina → infissi ed efficienza → pavimenti → finiture → arredamento.

La logica è semplice.

Non ha molto senso spendere migliaia di euro per un parquet nuovo se tra un anno dovremo demolirne una parte per rifare le tubazioni.

Meglio investire prima su tutto ciò che è difficile e costoso modificare successivamente.

Quanto dura una ristrutturazione e perché il tempo incide sul costo?

Una ristrutturazione leggera può durare poche settimane.

Un intervento completo può richiedere diversi mesi.

Ritardi significa spesso maggiori costi indiretti: affitto temporaneo, deposito dei mobili, sopralluoghi aggiuntivi e spostamento delle date di consegna.

Anche per questo il preventivo dovrebbe essere accompagnato, quando possibile, da un cronoprogramma indicativo.

Preventivo basso o preventivo dettagliato?

Tra un’offerta estremamente economica di una pagina e un preventivo leggermente più alto ma dettagliato in decine di lavorazioni, il secondo documento offre normalmente molte più informazioni per valutare il rischio.

Il prezzo deve infatti rispondere almeno a queste domande:

Che cosa viene demolito?

Chi smaltisce le macerie?

Quali materiali sono compresi?

Quali impianti vengono rifatti?

Quanti punti elettrici sono previsti?

Sanitari e rubinetti sono compresi?

La tinteggiatura è compresa?

Quali sono le lavorazioni escluse?

La qualità del preventivo è uno dei primi indicatori della qualità con cui viene pianificato il cantiere.

Quanto costa davvero ristrutturare casa nel 2026?

Possiamo quindi riassumere così.

Per un semplice rinnovamento, un budget indicativo nell’ordine di 300-600 €/m² può rappresentare una prima base di valutazione.

Per una ristrutturazione più importante possiamo entrare nella fascia di 600-1.000 €/m².

Quando vengono rifatti integralmente impianti, bagni, pavimenti, opere murarie e buona parte delle finiture, il costo può raggiungere 1.000-1.500 €/m² o più.

Ma il dato più importante rimane un altro: il costo al metro quadrato serve per iniziare il ragionamento, non per firmare il contratto.

Prima di aprire il cantiere bisogna arrivare a un elenco dettagliato delle opere, stabilire la qualità dei materiali, richiedere preventivi comparabili e mantenere un margine destinato agli imprevisti.

Soltanto in questo modo una stima di 60.000, 80.000 o 100.000 euro diventa un vero budget di ristrutturazione.

Domande frequenti

Quanto costa ristrutturare casa al mq nel 2026?

Indicativamente si può partire da circa 300-600 €/m² per un rinnovamento leggero, arrivare a 600-1.000 €/m² per una ristrutturazione media e superare 1.000-1.500 €/m² per una ristrutturazione completa. La cifra effettiva dipende però dall’immobile e dalle lavorazioni.

Quanto costa ristrutturare completamente una casa di 100 mq?

Una ristrutturazione importante di 100 m² può orientativamente collocarsi tra 60.000 e oltre 100.000 euro, mentre interventi completi con impianti, demolizioni, nuovi infissi e finiture di buon livello possono raggiungere o superare 100.000-150.000 euro.

Si può ristrutturare una casa con 30.000 euro?

Sì, ma difficilmente una casa di grandi dimensioni potrà essere rifatta integralmente con questa cifra. Con 30.000 euro è più realistico selezionare alcuni interventi prioritari oppure lavorare su un piccolo immobile che non richieda il rifacimento completo degli impianti.

Quanto bisogna aggiungere al preventivo per gli imprevisti?

È prudente mantenere indicativamente un 10-15% del budget disponibile, soprattutto quando si interviene su immobili vecchi nei quali le condizioni di impianti e sottofondi non sono completamente conosciute.

Conviene richiedere più preventivi?

Sì. L’ideale è confrontare almeno tre preventivi dettagliati, ma tutti dovrebbero riferirsi allo stesso capitolato o computo metrico. Altrimenti il prezzo più basso potrebbe semplicemente comprendere meno lavori.

Cosa costa di più in una ristrutturazione?

Tra le voci che possono incidere maggiormente troviamo impianti, opere murarie, bagno, pavimenti, infissi e manodopera. Il peso delle singole lavorazioni cambia però notevolmente in base al progetto.

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